GP GERMANIA 2011 : LE PAGELLE

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Le pagelle “tedesche” di AUTO E MOTO BLOG.

26 luglio 2011

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I tifosi locali si aspettavano delle belle  imprese dai loro beniamini (Vettel e Schumacher su tutti) per riscaldarsi nella fredda estate tedesca. A sorpresa il tedesco che sfodera la grande prestazione è quello meno atteso, Adrian Sutil. La Mercedes fa scena muta anche in casa mentre la Red Bull ormai è stata raggiunta dalla Ferrari del costante Alonso e dalla McLaren di un immenso Hamilton. Troppo tardi? Forse si. Andiamo con i voti.

Sebastian Vettel (Red Bull): 6 Sarà la tensione di non aver mai vinto in casa, sarà la lattina non più spaziale, saranno le basse temperature ma mai quest’anno avevamo visto il biondino così in crisi. In griglia per la prima volta stagionale deve accomodarsi in seconda fila. Nei primi giri di gara prova a reggere il ritmo dei migliori ma il grave testacoda gli fa perdere secondi preziosi o lo manda in lotta con Massa lontano dai primi. Non riesce mai ad abbozzare un sorpasso ai danni di Massa quindi ci pensano i meccanici Ferrari a regalargli la quarta posizione. Limita i danni in una giornata no. Per adesso va bene visto il vantaggio abissale che si è costruito. Sulla difensiva.

Mark Webber (Red Bull): 7,5 Vederlo partire al rallentatore ancora una volta dalla terza pole stagionale ci fa capire che avrà un rapporto tribolato con la frizione. Cerca in tutti i modi di riprendersi la testa della gara ma i suoi attacchi sono puntualmente respinti dalla classe superiore di Hamilton. Cede anche una posizione ad Alonso e termina terzo. Detto questo c’è anche da dire che per la prima volta quest’anno finisce la gara davanti al baby compagno e per tutto il weekend è solo lui a tenere alto l’onore delle lattine. Si conferma di buon cuore quando dà un passaggio ai box ad un Alonso rimasto a secco. Gentleman.

Lewis Hamilton (McLaren): 10 Quando Luigino è in stato di grazia il suo limite è inarrivabile per chiunque. In qualifica sfiora la pole con un giro monstre. Alla partenza prende subito ciò che lui crede di diritto di sua appartenenza, cioè la testa della corsa. Esce vincitore da bei duelli con Webber e Alonso non sbagliando mai. Indovina anche il momento in cui passare dalle “morbide” alle “dure”. Praticamente perfetto. Gli innumerevoli giri veloci fatti registrare sono solo qualcosa di naturale per un Hamilton così. Esagerato.

Jenson Button (McLaren): 4,5 Il lato oscuro del box McLaren in questo GP. Mentre il compagno sembra guidare un’astronave, tra le sue mani a malapena riusciamo ad immaginare una Ritmo. Distante anni luce in qualifica riesce addirittura a far aumentare il divario in gara. Quando è in lotta per la sesta posizione il cambio della sua Ritmo decide di scrivere la parola fine alla sua gara. Secondo ritiro consecutivo per guai meccanici. Mai come questa volta umiliato da Hamilton. Mortificato.

Fernando Alonso (Ferrari): 8,5 La notizia più bella per lui è quella di constatare che la Ferrari è competitiva anche con il ritorno ai vecchi regolamenti sugli scarichi soffiati. Certo le sue gomme che non entrano immediatamente in temperatura neanche se messe in forno gli creano non pochi grattacapi. Alla distanza comunque si incollano all’asfalto che è un piacere (vedi sorpasso su Vettel). Proprio per questo soffre più in qualifica che in gara (limite stagionale della Ferrari). Secondo al traguardo, porta a casa il terzo risultato positivo consecutivo. Mezzo punto in meno per la sbavatura che gli costa qualche decimo prezioso. Regolare.

Felipe Massa (Ferrari): 6 Il rag. Ugo Felipe Massa continua a portarsi la sua nuvoletta a spasso per tutti i circuiti del mondiale. Dopo un buon spunto alla partenza, viene buttato fuori pista dal duo Vettel-Alonso in lotta perdendo qualche posizione. Nel finale, quando sembra poter difendere la quarta posizione dagli attacchi di Vettel dopo una bella rimonta,  il dado crea qualche problema e addio quarto posto. Lui come al solito ci mette del suo impiegando troppo tempo nel superare Rosberg e beccandosi la solita trentina di secondi da Alonso. Fantozziano.

Michael Schumacher (Mercedes GP): 5,5 Questa volta la perdita di tempo non avviene tamponando qualcuno ma imitando nel testacoda il suo erede Vettel. Eppure, dopo la solita qualifica non esaltante (10°), parte bene ed ha un ritmo che lo potrebbe portare in buone posizioni. Il testacoda gli rovina di molto la gara e la rimonta, fino all’ottavo posto negli scarichi di Rosberg, non può che aumentare la delusione. Non riesce più a portare a termine un gara senza grossolani errori. Concentrazione termine sparito dal suo vocabolario.

Nico Rosberg (Mercedes GP): 6 Ormai arrivare di poco avanti a Schumacher (che ha anche perso un botto di tempo per il testacoda) non può più bastare. La Mercedes continua ad essere troppo distante dai tre top team e lui si limita costantemente a svolgere solo il suo compitino. Mai un acuto, mai un rischio, mai niente di niente. Questa volta termina anche dietro Sutil che guida una Force India. Avessi detto chissà che. Versione più giovane di Heidfeld?

Vitaly Petrov (Renault): 6 La Renault ha ritrovato un po’ di smalto con il ritorno alle vecchie regole ma rimane sempre ben distante dalle prestazioni di inizio stagione. Progressi se ne vedono pochi e i due piloti non sembrano dare suggerimenti importanti per migliorare la vettura. Parlando della corsa il russo ritorna a domare il compagno di box sia in qualifica che in gara. Il suo risultato finale comunque è solo un decimo posto che porta poco entusiasmo ai box. La Renault e i suoi piloti devono darsi una svegliata. Appena sufficiente.

Adrian Sutil (Force India): 8 Eccolo il tedesco che più ha impressionato in casa. Forse quello che meno t’aspetti. Molto più in palla di Di Resta (6) si piazza ottavo in qualifica e sesto all’arrivo. Insomma il primo tra quelli che non hanno un missile sotto le terga. Mettersi dietro e controllare con tranquillità le due Mercedes non è poca roba. Sta riacquistando sicurezza dopo gli scandali che lo hanno colpito ad inizio stagione. Capolavoro (visto il mezzo).

Kamui Kobayashi (Sauber): 7 Da due gare sembrava essere in fase involutiva. La qualifica tedesca (17°) non faceva altro che confermare ciò. In gara però il samurai riesce ancora una volta a sorprenderci. Con una buona strategia e la sua proverbiale grinta arriva nono confermandosi la più bella sorpresa di questo 2011. Dopo mezza stagione è a soli 5 punti dal tanto pubblicizzato Kaiser non avendo alle spalle un marchio come quello Mercedes. Continua a sorprendere.

Karun Chandhok (Lotus): 4 Quando termini la gara a due giri di distanza dal tuo compagno Kovalainen (6) anche un bambino capisce che sei in Formula1 più per i munifici sponsor che porti che per il tuo reale talento. Questo è il caso dell’indiano. Rispetto a tutti gli altri sembra praticare un altro sport. Per fortuna non si rende pericoloso durante gli innumerevoli doppiaggi subiti. Ma chi ha il barbaro coraggio di sponsorizzare un pilota così? Saremmo curiosi di saperlo.

Scritto da Francesco

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